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In molti Paesi europei l’Ascensione è un giorno festivo e offre l’occasione per un lungo weekend fuori porta. Roma è una delle mete più gettonate — e con buona ragione: in Italia il giovedì dell’Ascensione è un normale giorno lavorativo, il che significa che musei, chiese, ristoranti e negozi sono tutti aperti come di consueto.
L’Ascensione a Roma: tutto aperto, nessuna sorpresa
Nonostante l’Italia sia un Paese a forte tradizione cattolica e ospiti la Santa Sede, l’Ascensione non è una festa civile dal 1977. A Roma il giovedì dell’Ascensione si lavora normalmente — con un’unica eccezione in Italia: l’Alto Adige, dove la festività è ancora riconosciuta agli effetti civili.
Per i visitatori questo è un vantaggio concreto: Vaticano, Colosseo, Pantheon e tutti gli altri luoghi simbolo della città sono aperti con i consueti orari. Non ci sono chiusure straordinarie né variazioni legate alla festività.
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Come arrivare
Il ponte dell’Ascensione è uno dei periodi di punta per i viaggi a breve raggio, soprattutto da Germania, Austria e Svizzera, dove la festività è riconosciuta. Voli, treni e autobus si riempiono in anticipo. Con Omio è possibile confrontare tutte le opzioni di trasporto in un’unica piattaforma — conviene prenotare con largo anticipo.
Biglietti: meglio prenotare prima
La fine di maggio è alta stagione a Roma. Il ponte dell’Ascensione porta in città visitatori da tutti i Paesi in cui è festivo, aggiungendosi al già sostenuto flusso turistico primaverile. Per le attrazioni principali è consigliabile prenotare con 3–4 settimane di anticipo.
- Musei Vaticani & Cappella Sistina → Tiqets
- Biglietti Basilica di San Pietro → Tiqets
- Tour e visite guidate → GetYourGuide
Alloggio e spostamenti
Per orientarsi in una città delle dimensioni di Roma, è utile scegliere un alloggio ben collegato ai mezzi pubblici. Chi visita Roma per la prima volta può trovare nell’Hop-on Hop-off Bus un buon punto di partenza. Per idee su come organizzare i giorni, consigliamo la nostra guida 3 Giorni a Roma e l’articolo dedicato al maggio a Roma.
Una festa antica: origini e storia dell’Ascensione
La festività dell’Ascensione affonda le radici nei primissimi secoli del cristianesimo. Sant’Agostino, vescovo di Ippona, la descriveva come celebrata in tutto il mondo conosciuto — «toto terrarum orbe» — e riteneva che la sua istituzione risalisse agli stessi Apostoli o a un sinodo sub-apostolico. A Roma, la prima testimonianza certa della celebrazione quaranta giorni dopo la Pasqua si deve a papa Leone Magno, nel V secolo, che ne codificò la forma liturgica con i suoi trattati sull’Ascensione del Signore.
Nel corso del Medioevo la festa si arricchì di una ricca tradizione popolare: processioni che rievocavano il cammino di Gesù e dei discepoli verso il Monte degli Ulivi, benedizioni del pane e delle primizie, falò nella notte che precedeva la solennità — una tradizione rimasta viva in alcune zone d’Italia fino ad oggi. Papa Pio V, nel XVI secolo, intervenne sulla liturgia stabilendo che in questo giorno venisse rimosso il cero pasquale dopo il canto del Vangelo, a simboleggiare la conclusione del tempo pasquale. La disposizione fu poi modificata dalla riforma liturgica di Paolo VI, che prevede invece che il cero resti vicino all’ambone fino a Pentecoste.
Per secoli l’Ascensione fu una delle grandi feste dell’anno cristiano, riconosciuta come festività civile in tutta l’Europa cattolica. In Italia lo rimase fino al 1977, quando il governo presieduto da Giulio Andreotti la soppresse con la Legge n. 54 del 5 marzo, insieme a Corpus Domini, San Giuseppe e i Santi Pietro e Paolo, motivando la decisione con la loro «negativa incidenza sulla produttività». Sindacati e industriali erano sostanzialmente d’accordo, in cambio di un premio di produttività. Nel 1985 fu reintrodotta l’Epifania — troppo radicata nella tradizione popolare per restare soppressa — e per Roma anche i Santi Pietro e Paolo, patroni dell’Urbe. L’Ascensione, priva di una lobby altrettanto rumorosa, rimase nel dimenticatoio.
Oggi è ancora festiva in tutta l’Europa centro-settentrionale, mentre in Italia rientra nelle cosiddette festività soppresse: i lavoratori hanno diritto a un compenso aggiuntivo o a giorni sostitutivi secondo il contratto collettivo applicato, ma il giovedì rimane lavorativo.
Domande Frequenti
L’Ascensione è una festa a Roma?
No. In Italia — con l’eccezione dell’Alto Adige — l’Ascensione non è una festività civile dal 1977. A Roma il giovedì è un normale giorno lavorativo: musei, chiese e attrazioni sono tutti aperti.
I Musei Vaticani sono aperti il giorno dell’Ascensione?
Sì, i Musei Vaticani e la Cappella Sistina sono aperti con i consueti orari. La prenotazione anticipata è comunque fortemente consigliata, soprattutto in questo periodo di alta stagione.
La Basilica di San Pietro è aperta il giorno dell’Ascensione?
Sì, la Basilica di San Pietro è aperta normalmente il giovedì dell’Ascensione.
Con quanto anticipo conviene prenotare i biglietti per il Vaticano?
Per fine maggio è consigliabile prenotare con almeno 3–4 settimane di anticipo. La disponibilità si riduce rapidamente, in particolare nel fine settimana.
Perché l’Ascensione non è festa in Italia?
La festività fu soppressa con la Legge n. 54 del 1977, per decisione del governo Andreotti, con l’obiettivo di ridurre le interruzioni infrasettimanali dell’attività produttiva. Non è mai stata reintrodotta, a differenza dell’Epifania, ripristinata nel 1985.
Per una panoramica completa delle festività e degli eventi a Roma, consultate il nostro Calendario delle Festività 2026.



