Roma segreta · Piazza Navona e il fantasma di Donna Olimpia

Il fantasma di Donna Olimpia. Misteriosi fantasmi pare si aggirino a Piazza Navona e lungo le strade dei dintorni. Scopriamo insieme la storia di un importante personaggio femminile di Roma, Donna Olimpia Maidalchini, e di una delle sue piazze più belle.

Piazza Navona: un’area da sempre legata all’acqua e ai giochi

Stadio di Domiziano Roma segreta fantasmi

Sin dai tempi antichi questo spazio di Roma è stato dedicato ad eventi sportivi e acquatici. Tutto ebbe inizio nell’85 quando l’imperatore Domiziano vi fece costruire uno stadio decorato con statue che arrivava a contenere 30.000 spettatori. Vi si tenevano gare di atletica e, proprio per questo originario utilizzo (in agonis detto in latino), la piazza si chiamò per lungo tempo “in agone”, toponimo che ancora oggi mantiene la chiesa barocca che vi si affaccia: Sant’Agnese in Agone.

Stadio di Domziano periodo imperiale

Inoltre la piazza veniva allagata per effettuare delle vere e proprie battaglie navali (le naumachie) e tale utilizzo ludico si protrasse fino all’epoca rinascimentale, quando l’area divenne teatro di giochi carnevaleschi e successivamente di corse di cavalli. Nei mesi estivi, fino al 1866 (anno in cui vennero aboliti), si continuarono a tenere giochi acquatici spettacolari con l’allagamento della piazza.

Piazza Navona assume l’aspetto attuale

Palazzo Pamphili Piazza Navona

Poco alla volta, sullo spazio dello Stadio di Domiziano, ormai in disuso, si cominciarono a costruire fontane monumentali (la Fontana dei Quattro Fiumi al centro e le Fontane del Moro e del Nettuno alle due estremità) che tanto caratterizzano la piazza ancora oggi. Ma sulle rovine dello stadio, utilizzate come vere e proprie fondamenta, vennero costruiti imponenti palazzi legati ai nomi di importanti famiglie: Palazzo Tuccimei (ex De Cupis) a metà Cinquecento, Palazzo Pamphilj nel diciassettesimo secolo e Palazzo Braschi nel Settecento. 

Piazza Navona Google maps Satellite view
Piazza Navona foto satellitare, sulla destra il Pantheon

La piazza diventa sede di un mercato e, in epoche più recenti, si trasforma in teatro a cielo aperto per pittori e artisti di strada oltre ad ospitare il più importante mercato natalizio di Roma tra dicembre e gennaio.

La vita di Donna Olimpia Maidalchini, detta “la pimpaccia”

Papa Innocenzo X
Diego Velázquez / Public domain

Palazzo Pamphilj (oggi sede del Consolato del Brasile) è stato la residenza romana di una donna opportunista e ambiziosa che, nonostante le umili origini e un primo matrimonio in cui rimase vedova ancora giovanissima, grazie alle seconde nozze con Pamphilio Pamphilj riuscì a fare una incredibile scalata sociale. Suo cognato, fratello di Pamphilio, divenne papa Innocenzo X e lei arrivò a carpirne la fiducia al punto da ottenere un’enorme influenza e potere sulla città. 

Come ho scritto nel libro “Fantasmi a Roma” edito da MMC Edizioni “…il suo potere investe tutti i campi: la politica, l’economia e la cultura. Ha una rete di agenti infiltrati ovunque ed è temutissima. È lei a decidere di affidare l’ideazione di una Piazza Navona barocca al Bernini…”. Tanto potere però la rende odiosa agli occhi dei romani: “…vive come una regina dominando un popolo che non la ama affatto in quanto non ritiene opportuno essere gestito da una donna, per di più dispotica, di origini popolane e per giunta accusata di essere l’amante del papa…”. L’odio del popolo porta a darle un soprannome dispregiativo, “la Pimpaccia”, e a considerarla un essere diabolico.

Gli ultimi anni di Donna Olimpia

Donna Olimpia
Credits: Unidentified painter / Public domain

Questa situazione, rafforzata dalla morte del secondo marito, dura per tutto il pontificato di Innocenzo X che conclude la sua vita terrena nel 1655. Donna Olimpia capisce che la sua fortuna è giunta al termine e abbandona velocemente Palazzo Pamphilj scappando con due casse di monete d’oro. Pare che abbia abbandonato anche le spoglie di Innocenzo X, disinteressandosi completamente dei suoi funerali.

Il papa successivo, Alessandro VII “…proclama l’esilio della donna in una località a nord di Roma e le intima di restituire le due casse d’oro ma lei si rifiuta fino alla fine della sua vita, che giunge appena due anni dopo a causa di una epidemia di peste…”. 

Il fantasma di Donna Olimpia

Fantasmi a Roma

L’avidità e il duro carattere di questa donna hanno creato delle storie popolari sull’esistenza del suo fantasma che si aggirerebbe tra Piazza Navona, Ponte Sisto, Piazza San Pietro e Trastevere. Donna Olimpia sfreccerebbe su una carrozza “…a gran velocità con un diavolo come cocchiere che guida quattro cavalli che emettono vampate di fuoco…”. Pare che ciò succeda nelle notti di plenilunio o in alcune serate particolari e che il fantasma di Olimpia si sporga dalla carrozza impartendo “…una benedizione demoniaca agli sfortunati che la incontrano…”. 

Ma, sempre secondo la tradizione, un modo per proteggersi esiste. Bisogna evitare di guardarla, chiudere gli occhi e buttarsi a terra invocando la Madonna!

Testo: Maria Cristina Martini

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